Anche quest’anno JOB&Orienta ha confermato la sua vocazione di importante osservatorio sulle professioni di domani e sulle più importanti competenze richieste dall’economia del futuro. Incontri, workshop, convegni, vetrine virtuali e premi hanno evidenziato che il cammino intrapreso dalla scuola e dal lavoro conduce, come da indicazioni europee, verso una “green and digital transition”.

In un mondo in cui gli obiettivi dell’Agenda 2030 fanno da bussola, il grande avanzamento digitale non può che procedere in un’ottica di sostenibilità, trasformando i modelli di impresa e di economia. Il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, infatti, attesta che ben 1,6 milioni di lavoratori – pari al 62% dei circa 2,7 milioni di persone che complessivamente entreranno nel mondo del lavoro nei prossimi 5 anni – dovranno possedere competenze green, ossia di essere in grado di sviluppare soluzioni e strategie ecosostenibili. Per quasi un milione di questi profili (circa il 38%), inoltre, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale sarà addirittura un fattore dirimente ai fini dell’assunzione.

Le giornate della Digitale Edition hanno visto la presenza di numerosi soggetti impegnati nella formazione delle competenze più richieste, da ENAIP con EVTA European Vocational Training Association, protagonista il 26 novembre del grande evento FUTURE JOBS – GREEN AND DIGITAL SKILLS – 2030 EU AGENDA in cui, con decisori politici, attori del sistema dell’Istruzione e formazione e del mercato del lavoro, insegnanti e studenti, si è fatto il punto proprio su queste tematiche.

Numerose anche le esperienze presentate dalle seireti delle scuole” (meccatronica, tessile, economia e finanza, innovazione, alberghieri e agraria), che coinvolgono oltre 500 istituti disseminati da un capo all’altro dello stivale. Storie che raccontano come intorno alle parole chiave dell’innovazione e della sostenibilità già la scuola si stia muovendo da tempo, ispirandovi tante progettualità, facendo crescere nei ragazzi una cultura del digitale e del green, formando competenze specifiche, infine dialogando con le imprese. Sul versante del green, vanno segnalati i progetti di moda a basso impatto ambientale come quello del brand “3R” –  Recycle, Reuse, Remind -, sviluppato e portato in sfilata da cinque istituti professionali europei (capofila il “Cattaneo Deledda” di Modena) grazie a Erasmus plus; i progetti che avvicinano gli studenti all’agricoltura sostenibile come quello dell’istituto agrario “De Sanctis” (Avellino) che ha sperimentato dei microrganismi sulle viti dei propri vigneti al posto dei comuni pesticidi, con risultati eccellenti. Innovazione e sostenibilità varcano in maniera importante anche le porte del settore ristorazione, che tra l’altro vede più di qualche progetto per educare alla riduzione degli sprechi o alla valorizzazione di prodotti a km 0. Per esempio, gli studenti dell’istituto agrario “Emilio Sereni” (Roma) da quest’anno sono impegnati all’interno di un grande laboratorio per la didattica immersiva, la “Locanda del pellegrino”: un luogo dove lavorare i prodotti a km 0 frutto del lavoro degli studenti stessi, ma anche servirli su tavoli interattivi che racconteranno agli ospiti la storia del cibo e delle tradizioni locali e le buone pratiche della filiera produttiva.