Sette eccellenze, 54 corsi, un tasso di occupazione che sfiora il 90%: questa la fotografia, in pieno sole, degli ITS-Istituti Tecnici Superiori del Veneto, che anche nell’anno della pandemia globale non vedono arrestarsi il trend positivo che ha caratterizzato il passato. Salgono, infatti, il numero dei corsi e quello degli studenti: a ottobre di quest’anno sono stati 54 i corsi avviati, contro i 46 dello scorso anno. Si ampliano anche le aree tematiche, che spaziano dalla digitalizzazione dei sistemi di produzione industriale alla cyber security (protezione dati industriali), dall’intelligenza artificiale (machine learning & data visualisation) ai processi di progettazione, comunicazione e marketing.

Costituite da scuole, enti di formazione, imprese, università e centri di ricerca, enti locali, in Veneto le Fondazioni di partecipazione ITS oggi sono sette: “Red” (Efficienza energetica e Sistema casa) e “Cosmo” (Sistema moda e Beni culturali e artistici) con sede principale a Padova, “Last” a Verona (Area tecnologica e mobilità sostenibile), “Marco Polo” (Mobilità sostenibile) a Venezia, “Meccatronico” (Comparto Meccatronica/Nuove Tecnologie) a Vicenza, “Cerletti” (Sistema agroalimentare) a Conegliano e infine l’“Its per il turismo” con sede a Jesolo. Sono presiedute da un imprenditore e offrono percorsi formativi nei quali il 70% dei docenti proviene dal mondo delle imprese e oltre il 40% delle ore si svolgono in azienda, garantendo una proposta formativa allineata con la domanda del mondo del lavoro.

Gli ITS sono oggi l’unico segmento dell’istruzione che gode di finanziamenti pubblici su base premiale, e il Veneto, a pari merito con la Lombardia, è la regione a registrare il maggior successo formativo e a guadagnare la più alta quota di risorse per la qualità dei suoi percorsi: con 18 corsi premiati per la miglior organizzazione e i migliori risultati, quelli del Veneto fanno il “pieno” di fondi premiali previsti dal Ministero dell’Istruzione. Basti pensare che dei 96 corsi definiti di “eccellenza”, dall’ultimo monitoraggio annuale nazionale di Indire, 1 su 5 è Veneto.

Il successo non emerge solo dai numeri e dalle statistiche, ma anche dalle esperienze personali e dalle parole dei ragazzi che, dopo il diploma, hanno iniziato a costruire con entusiasmo e successo il proprio futuro. Come ha raccontato a JOB&Orienta Matteo Caloi (Verona) che dopo il percorso presso l’ITS Academy Agroalimentare Veneto (Conegliano), oggi sta realizzando il suo sogno insieme alla fidanzata: avviare un’azienda agricola biologica e biodinamica, rispettosa dell’ambiente, del lavoro di uomini e animali e del giusto habitat delle piante. Dallo stesso indirizzo esce Giuseppe Sacco, pugliese, che durante il percorso ITS (settore agroalimentare) ha diretto e innovato in prima persona il frantoio di famiglia. Grazie a un finanziamento della Regione del Veneto svilupperà una sede dislocata a Verona. Elisa Filippi, di Schio (Vicenza), ha sempre avuto il pallino della meccanica: i genitori la volevano infermiera, ma dopo qualche esame all’università ha capito che il suo cuore batteva da un’altra parte. Si è iscritta all’ITS Meccatronico Veneto (Vicenza), ed oggi è felicemente impiegata all’interno di un’azienda di impianti termomeccanici. E se Elisa ha scelto un settore che la tradizione/consuetudine – e stereotipi ancora molto vivi – vorrebbe più “da uomini”, al contrario Alessio Palmierini (Padova) ne ha scelto uno immaginato per lo più adatto alle donne: la sua grande passione per la moda, in particolare per la dimensione tecnica, l’ha portato a iscriversi all’ITS “Cosmo” (Padova) e dopo il diploma il suo impegno è stato premiato: ora lavora per Fashion Box, azienda che opera con il marchio trevigiano Replay.

In questo panorama di assoluta eccellenza del Veneto si inserisce e spicca il progetto del MI “ITS 4.0”, sviluppato in partnership con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e affidato al coordinamento del suo docente Stefano Micelli. Un progetto che ha cambiato la forma degli ITS e li ha resi competitivi come laboratori sperimentali e di innovazione.